I pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato sono considerati non candidabili al trattamento chirurgico perché, per l’estensione di malattia, la chirurgia non sarebbe risolutiva in quanto non potrebbero essere rimosse tutte le lesioni presenti.

Solo in casi eccezionali, i pazienti in stadio IV e singola metastasi in organi, quali encefalo, surrene o fegato, possono essere valutati per un eventuale intervento chirurgico, sia sulla lesione polmonare, che sulla singola localizzazione a distanza, previo trattamento farmacologico.

Di solito questo approccio è impiegato quando il coinvolgimento dei linfonodi mediastinici (ghiandole localizzate nello spazio compreso tra i due polmoni) non è presente o è minimo. In ogni caso, la eventuale chirurgia è preceduta da un trattamento con i farmaci.

Per tutti gli altri pazienti, che presentano una malattia non operabile, il trattamento di scelta è di tipo farmacologico. Infatti, attraverso l’uso di farmaci, che possono essere somministrati per bocca o in vena, si cerca di bloccare la crescita ed eventualmente di ridurre le dimensioni di tutte le localizzazioni di malattia.

Al fine di poter definire il trattamento farmacologico, gli elementi da tenere in considerazione sono:
– la diagnosi istologica;
– il profilo molecolare;
– l’età del paziente;
– le eventuali comoribidità.

Approfondimenti


dr.ssa Chiara Lazzari Oncologo

Dr.ssa Chiara Lazzari
Dirigente Medico Oncologo presso l’IRCCS Istituto di Candiolo (Torino)

dr.ssa Vanesa Gregorc Oncologo

Dr.ssa Vanesa Gregorc
Direttore di Oncologia Medica e Vice Direttore Scientifico presso l’IRCCS Istituto di Candiolo (Torino)