Il Carboplatino è un farmaco cardine nel trattamento dei tumori polmonari, sia di quelli non a piccole cellule, che del microcitoma.

In genere si somministra in associazione ad un altro farmaco, che può essere la vinorelbina, la gemcitabina, il pemetrexed, il taxotere/docetaxel, il paclitaxel/taxolo o l’etoposide.

Ha un meccanismo di azione simile al cisplatino, ma, a differenza di quest’ultimo, non ha un’escrezione renale e, pertanto, rappresenta la prima scelta nei pazienti con problemi di funzionalità renale.

Quali sono i potenziali effetti collaterali del Carboplatino?

Le reazioni alla chemioterapia variano da persona a persona: alcuni pazienti accusano pochissimi effetti collaterali, mentre altri pazienti devono sopportare conseguenze più pesanti. Non necessariamente gli effetti collaterali descritti nel Profilo Farmacologico colpiranno tutti coloro che si sottopongono al trattamento con il carboplatino. Nei casi in cui il trattamento è effettuato, anziché con un solo farmaco, con una combinazione di farmaci chemioterapici, bisogna tenere presente che gli effetti collaterali possono essere diversi.

Il Profilo Farmacologico prende in considerazione gli effetti collaterali più comuni e anche i meno frequenti, in modo che siate preparati qualora dovessero verificarsi. Sono stati, invece, tralasciati gli effetti collaterali molto rari, ossia quelli che molto difficilmente accuserete.

Qualora avvertiate qualunque effetto che ritenete possa essere connesso con l’assunzione del farmaco, ma che non è citato nel Profilo Farmacologico, parlatene con l’oncologo che vi ha in cura.

Effetti collaterali più comuni

  • Temporanea riduzione della produzione di cellule ematiche da parte del midollo osseo. Il carboplatino può causare anemia, con conseguente stanchezza; tendenza a sviluppare ecchimosi, ossia lividi, o emorragie e accresciuto rischio di sviluppare infezioni. Tale effetto può manifestarsi circa sette giorni dopo la somministrazione del farmaco e il conteggio delle cellule ematiche raggiunge usualmente i valori minimi 10-14 giorni dopo la chemioterapia. Quindi ricomincia a salire gradualmente e di solito si normalizza entro 21-28 giorni.

    Il conteggio delle cellule ematiche diminuisce in funzione della dose di carboplatino che ricevete e degli eventuali altri farmaci con i quali la chemioterapia viene attuata. L’oncologo saprà indicarvi quante probabilità ci sono che il conteggio delle cellule ematiche diminuisca in seguito alla chemioterapia. Sarete sottoposti a esami periodici del sangue per controllare la funzionalità del midollo osseo.

    Se la temperatura sale oltre 38° C o se sviluppate ecchimosi o emorragie senza apparente motivo, o se all’improvviso non vi sentite bene anche se la temperatura è normale, mettetevi subito in contatto con l’oncologo o con l’ospedale.
  • Nausea e vomito. Esistono oggi dei farmaci molto efficaci, detti antiemetici, per prevenire o ridurre sensibilmente la nausea e il vomito. Se la nausea dovesse manifestarsi comunque nonostante l’assunzione di tali preparati, ciò può verificarsi nel giro di poche ore dopo il trattamento e durare anche per 24 ore. Se la nausea non è controllabile o persiste, informate l’oncologo, che non esiterà a prescrivervi un altro antiemetico più efficace.
  • Perdita dell’appetito. Il dietista o un infermiere specializzato nei problemi alimentari sapranno darvi le giuste indicazioni.
  • Stanchezza e debolezza generale diffusa. È importante riposare molto.

Effetti collaterali meno frequenti

  • Intorpidimento o formicolio a mani e piedi. Quest’effetto è determinato dall’azione del farmaco sui nervi, e per questo prende il nome di neuropatia periferica. Si manifesta raramente se il trattamento è effettuato con un dosaggio normale, ma può insorgere se le dosi sono molto elevate. Potreste notare, ad esempio, che avete difficoltà ad abbottonare i vestiti o ad eseguire altri compiti che richiedono abilità manuale. Nel caso avvertiate una sensazione di intorpidimento o formicolio alle mani o ai piedi, informate l’oncologo. La situazione migliora gradualmente nel giro di qualche mese dopo la conclusione del trattamento.
  • Modificazioni dell’udito. Anche questo è un effetto collaterale molto raro se il farmaco è somministrato nelle dosi usuali, ma se queste sono elevate, potreste percepire una sensazione di rumore all’orecchio – fenomeno che prende il nome di tinnito auricolare – e potreste non essere in grado di sentire suoni acuti. Anche questo fenomeno tende a scomparire alla conclusione del trattamento. Informate l’oncologo se avvertite una diminuzione della capacità uditiva o se percepite rumori auricolari.
  • Diarrea. In genere, può essere controllata facilmente con i farmaci, ma informate l’oncologo se è severa o persistente. In caso di diarrea, dovete bere molto per reintegrare i liquidi perduti.
  • Dolorabilità del cavo orale e alterazione del gusto. Durante il trattamento, potreste avvertire sensazione di dolore alla bocca, che potrebbe essere particolarmente secca, e potreste notare la presenza di piccole ulcere. Per prevenire quest’effetto collaterale, è importante assumere molti liquidi ed eseguire una regolare pulizia dei denti con uno spazzolino morbido. Se avete uno di questi problemi, informate l’oncologo, che potrà prescrivere collutori speciali e farmaci per prevenire o curare eventuali infezioni del cavo orale. Inoltre, potreste notare che i cibi non hanno più lo stesso sapore, ma tutto ritornerà alla normalità dopo la conclusione del trattamento.
  • Caduta dei capelli o alopecia. Si tratta di un effetto collaterale molto raro se ricevete il carboplatino in dosi normali, ma che può manifestarsi in quei pazienti che sono sottoposti a trattamento con dosi elevate. Se ciò si verifica, di solito i capelli cominciano a cadere dopo tre-quattro settimane dall’inizio del trattamento, quantunque possa succedere anche prima. Si tratta, in ogni caso, di un effetto temporaneo e i capelli ricresceranno una volta che il trattamento si sarà concluso.

Ulteriori informazioni sul Carboplatino

Alcuni farmaci potrebbero interferire con la chemioterapia. Per questo motivo, consultate l’oncologo prima di assumere altri farmaci.

Fertilità: Il farmaco può avere effetti sulla capacità di concepimento. È importante che affrontiate i problemi legati alla fertilità con l’oncologo prima che il trattamento abbia inizio.

Contraccezione: Non è consigliabile iniziare una gravidanza o concepire un bambino se siete in trattamento con il carboplatino, in quanto il farmaco potrebbe compromettere lo sviluppo fetale. È necessaria una contraccezione efficace durante la somministrazione del farmaco e per alcuni mesi dopo la conclusione del trattamento. Anche in questo caso, discutetene apertamente con l’oncologo.

Approfondimenti

dr.ssa Alessandra Bulotta
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