Amivantamab è un anticorpo bispecifco con attività nei confronti dei recettori EGF e di MET. Si può somministrare per via endovenosa o sottocutanea in base all’indicazione.
Attualmente in Italia è disponibile la formulazione sottocutanea:
- in associazione a lazertinib nei pazienti con diagnosi di carcinoma polmonare non a piccole cellule e mutazione comune del gene EGFR (esone 19 o esone 21);
- in monoterapia nei pazienti con diagnosi di carcinoma polmonare non a piccole cellule e mutazione del gene EGFR (esone 20) pretrattati con sali di platino.
La formulazione endovena, invece, è indicata:
- in associazione a sali di platino e pemetrexed in pazienti con diagnosi di carcinoma polmonare non a piccole cellule e mutazione del gene EGFR (espone 20) mai sottoposti ad altri trattamenti;
- in associazione a sali di platino e pemetrexed in pazienti con diagnosi di carcinoma polmonare non a piccole cellule e mutazione comune del gene EGFR (esone 19 o esone 21) in progressione a inibitori di EGFR di terza generazione.
La dose sottocute è di 1600 mg ( in pazienti con peso < 80 kg) o di 2240 mg (in pazienti con peso ≥ 80 kg) una volta alla settimana per le prime 4 settimane, successivamente ogni 2 settimane a partire dalla 5.
La dose endovenosa utilizzata in monoterapia è di 1050 mg (in pazienti con peso < 80 kg) e di 1400 mg (in pazienti con peso ≥ 80 kg), da somministrare una volta alla settimana per le prime 4 settimane e poi ogni 2 settimane.
La dose endovenosa utilizzata in associazione a sali di platino e pemetrexed è di 1400 mg dalle settimane 1 alla 4 e poi di 1750 mg ogni 3 settimane a partire dalla settimana 7 in poi (in pazienti con peso < 80 kg), oppure di 1750 mg dalle settimane 1 alla 4, poi di 2100 mg ogni 3 settimane a partire dalla settimana 7 in poi (in pazienti con peso ≥ 80 kg).
La dose utilizzata è di 1050 mg (in pazienti con peso < 80 kg) e di 1400 mg (in pazienti con peso ≥ 80 kg), da somministrare una volta alla settimana per le prime 4 settimane e poi ogni 2 settimane.
Possibili effetti collaterali di Amivantamab
- reazioni correlate all’infusione;
- tossicità cutanea e ungueale;
- polmonite interstiziale;
- tossicità oculare con la comparsa di congiuntiviti;
- prurito;
- incremento degli enzimi epatici (AST, ALT);
- diarrea.
Per ridurre gli effetti collaterali i pazienti vengono sottoposti a una premedicazione specifica:
- desametasone 8 mg 2 volte al giorno 2 giorni prima della somministrazione e il giorno della somministrazione;
- farmaci anticoagulanti per i primi 4 mesi
- doxiciclina alla dose di 100 mg 2 volte al giorno dalle settimane 1-12;
- clindamicina all’1% sul cuoi capelluto dalla 13 settimana in poi;
- unguenti a base di corexidina al 4% a livello delle unghie per i primi 12 mesi;
- creme a base di ceramide sul corpo.

Dr.ssa Chiara Lazzari
Dirigente Medico Oncologo presso l’IRCCS Istituto di Candiolo (Torino)

Dr.ssa Vanesa Gregorc
Direttore di Oncologia Medica e Vice Direttore Scientifico presso l’IRCCS Istituto di Candiolo (Torino)